Prosa

أروى

Amal Brihi Amnay

Inaspettato ciò che accade.
Il cuore che brucia.
I polmoni che si riempiono d’acqua per un tuffo sbagliato.
Un’anima che svanisce senza preavviso.
In un istante. In un tuffo.

Quegli occhi immensi, colmi di vita.
Quel volto gentile. Quel sorriso ancora sospeso tra l’infanzia e il domani.
L’innocenza rimasta sulle tue piccole mani, sporche di torta fatta in casa, come se la felicità avesse lasciato lì la sua impronta.

Come hai fatto ad andare via così presto, senza concedere al tempo il diritto di salutarti?

Il vuoto che lasci è diventato pienezza nell’acqua, e te ne sei andata così come eri arrivata al mondo: nuda di ogni difesa.
In un lago. In un soffio. In un respiro trattenuto.
Sul fondo. Perduta.

Salvarsi, ormai, è una parola che non trova più casa.

Ma immaginarti con gli occhi chiusi è la mia tragedia più grande. Avrei voluto incontrarli ancora, perdermi in uno di quei nostri sguardi complici. Avrei voluto rubare altro tempo, come si fa con le cose più preziose. Ma il tempo diventa desiderio soltanto quando smette di appartenerci, e ci accorgiamo di quanto ne avremmo voluto condividere ancora.

Fermati un momento nella mia mente.
Continua a guardarmi.

Il tuo nome continua a parlare di vita, di luce. Di tutto ciò che si desidera prima ancora di imparare a chiamarlo.

Continua a guardarmi.

Non con i polmoni colmi d’acqua, ma con quel tuo respiro lieve, con quell’espressione da piccola furbetta che sembrava conoscere già il segreto della gioia.

Non andartene dalla mia testa.
Resta.
Inaspettata.
Bellissima.
Giovane, per sempre.

© Amal Brihi Amnay — Pubblicato nella Biblioteca della Società degli Scipioni.
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