Prosa
Dovrei cominciare a mangiare
Dovrei cominciare a mangiare…
Sono passate quattordici ore dall’ultima volta che ho messo qualcosa in bocca, e già il solo pensiero di prendere quel pezzo di focaccia, perso in un aperitivo ricco e colorato, mi soffoca.
Sono mesi che questa storia si ripete: si esce un po’, non si dorme, non si mangia, si beve e basta. Non acqua. Quella arriva solo quando un drink, ormai annacquato, smette di sapere di sé.
Dovrei cominciare a mangiare, ma l’odore del cibo, ancora prima del sapore, mi respinge. Mi basta il naso per sentirmi sazia del rifiuto. Perché dovrei farlo?
Eppure sono affamata di vita. Ne vivrei settecento, se potessi. Le prenderei a morsi, le masticherei piano per sentirne ogni fibra, ingoierei perfino quello che resta, e ricomincerei da capo, ancora, senza stancarmi.
Dovrei cominciare a mangiare, ma tutto questo momento mi fa sentire già piena. Piena di pensieri, di problemi, di rumori che nessuno sente. Questo banchetto l’ho già consumato, e ogni sera mi sembra di averne finiti cento, senza aver assaggiato niente.
Dovrei cominciare a mangiare.
Forse perché c’è qualcosa che, in silenzio, mi sta divorando da dentro.
Non ho voglia di parlarne. Ma se continua ad assaporarmi con questa lentezza, temo che di me non resterà più nulla. Nulla, se non il profumo che lascio passando.