Prosa
Finché sei qui, non vado da nessuna parte
Sei ancora dentro la mia testa
e io sono stanco di incontrarti ogni volta che provo a stare bene.
Soprattutto alle cinque del mattino,
quando mi sveglio senza motivo
e tu sei già lì.
Non voglio più sentirti.
Non voglio più ripassare quello che è successo, quello che avrei potuto dire,
quello che avresti potuto fare.
Non voglio chiedermi se mi pensi,
se ti manca qualcosa di me,
se ogni tanto ti viene voglia di tornare.
Voglio soltanto smettere di portarti con me.
Il problema è che ti amo ancora.
E questa è la parte che non riesco a raccontare senza vergognarmi un po’.
Per me il giorno in cui ci siamo lasciati non è mai arrivato davvero.
Non l’ho capito, forse.
Da qualche parte continuo a pensare
che ci siamo solo salutati,
che sei partita per qualche mese
e che prima o poi tornerai.
Lo so che non è così.
Ma sapere una cosa non significa riuscire a sentirla.
Magari ci ritroveremo.
Magari no.
Non lo so più.
So soltanto che, se un giorno tornerai,
dovrai trovarmi ancora vivo e non semplicemente abituato alla tua assenza.
Per questo ti chiedo una cosa soltanto:
non venire da me di notte.
Durante il giorno puoi prenderti tutto.
I miei pensieri, le ore in cui lavoro, quelle in cui mangio senza avere fame,
le strade che faccio senza guardarle,
le canzoni che ormai evito.
Prenditi pure tutto quello che vuoi, ma lasciami le notti.
Perché di giorno riesco ancora a fingere che mi sia passata.
Di notte no.
E alle cinque del mattino mi dimentico per un secondo che ti ho persa.
Poi mi sveglio davvero.
E ti perdo di nuovo.