Prosa

Irresistibile

Amal Brihi Amnay

Sei irresistibile.

Non lo dici, ma lo sai: lo porti sulla pelle come un profumo autunnale rimasto nei vestiti, invisibile e ostinato.

Questa sera, mentre sorseggiavo la mia birra, ti ho guardata a lungo, non per capire chi sei, ma per smarrirmi in quel movimento che hai quando non pensi a nulla. Al bar, tra le luci stanche e il respiro lento del fumo, eri un punto d’equilibrio in un mondo che vacillava.

Gli altri ti seguivano con gli occhi, eri al centro del loro mondo, forse nessuno ti vedeva davvero. Io sì — o almeno ho creduto di farlo.

Ballavi come chi ignora di avere un corpo e per questo lo possiede più di chiunque altro. Sorridevi e il tuo sorriso non cercava approvazione: era un gesto di potere. Persino le donne accanto a te sembravano più vere, come se la tua presenza le costringesse a ricordare ciò che avevano dimenticato di essere: le facevi esistere.

Non c’è artificio in te, solo verità che si contraddicono. Sei calma e selvaggia, luminosa e torbida, una preghiera detta con voce ubriaca.

Hai dentro la dolcezza di chi consola e la ferocia di chi non perdona. Nessuna definizione ti regge, nessun aggettivo ti contiene — tranne uno: irresistibile.

E mentre la notte parigina colava dai tetti come vino scuro, ho capito che dimenticarti sarebbe stato inutile, come tentare di lavare via il sangue dall’inchiostro.

Ti porterò dentro, non per amore, ma per vizio — come si tiene in tasca una lama, solo per sentirne il peso.

© Amal Brihi Amnay — Pubblicato nella Biblioteca della Società degli Scipioni.
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