Prosa
L’inferno sono gli altri
Jean Paul Sartre scrisse che l'inferno sono gli altri: se incontrassi il vecchio Jean Paul gli batterei un cinque da paura. Questo significherebbe dare un high five ad un cadavere, certo, ma sarebbe comunque meno strano che stare qui, alle due di notte, spiaggiato su un divanetto una volta bianco, ad aspettare la fine di questa serata. Tutti intorno a me ballano e si scatenano a ritmo di musica che non ho più orecchie per ascoltare, bevono drink che il mio fegato ritiene alcol scadente misto a rodenticida e si scambiano occhiate languide trascinandosi nei bagni del sesso opposto.
Non so bene se questa sia quella cazzo di età adulta che cerco da quando avevo sedici anni, ma se è così diventare grandi significa semplicemente iniziare ad avere schifo del resto del mondo, delle loro abitudini e di tutto ciò che una volta ti teneva vivo e ti piaceva: questo sì che è triste.
Non sono mai stato un grande ballerino e nemmeno un gran frangipapere, però almeno sull'alcol mi sentivo imbattibile; bevevo tanto, bevevo di tutto e tornavo a casa sempre sulle mie gambe. Si narrano gesta in tutte le parti d'Italia, tra cui almeno tre città universitarie, che riguardano la mia persona: potrei tranquillamente trascrivere un poema epico sulla base delle cazzate che ho fatto.
La Sullivan-eide.
Senti come suona gagliarda, cazzo.
Invece adesso sono qui, trent'anni grassi, un lavoro in cui mi sembra di non avere ancora imparato niente e soprattutto ogni cosa che mi piaceva è diventata grigia e sciatta.
Che cazzo mi è successo? Dove ho perso l'anima? Quando tutto ha iniziato a fare così tremendamente schifo al cazzo? E poi da quando sono così volgare? Se mi sentisse mamma...
Forse non sono tagliato per crescere... o forse sono semplicemente un incapace a star bene, tediato da ogni età della sua vita e brontolante come una vecchia pentola a pressione, non importa che le cose stiano andando bene o male. Da bambino volevo essere grande, da grande voglio tornare bambino.
Bella merda, va.
Mi ci vorrebbe un gin tonic per passare sopra a 'sti pensieri. Ma uno buono, non le sciacquature che ti propinano a metà serata qui, cazzo.
O forse devo solo smettere di lamentarmi, collassare su questo divanetto e da domani cercare di fare solo quel che mi piace, sbattendomene di assecondare questo o quel personaggio, amico, conoscente che sia. Forse è questo essere grande, è decidere dove essere e con chi essere, smettendo di lasciarsi trasportare da una corrente che ci spinge verso lidi che non ci attraggono. Essere grandi vuol dire lottare, girare intorno alle cose ma anche fermarsi e dire di no quando serve, perché se non sono capace di mettermi al primo posto come posso essere considerato adulto?"
-Oh, Sullivan!
-Eh?
-SULLIVAN!
-Dimmi!
-COSA STAI FACENDO?
-Odiando la mia vita.
-PENSANDO AD UNA GITA? IDEA GRANDIOSA!
-No, ho voglia di andare via di qui.
-VA BENE, CONTAMI PURE PER MARTEDÌ!
-Ma perché a 'ste feste non si capisce mai un cazzo?
-MA VAH! NON SENTIRTI IN IMBARAZZO!
-No, non hai capito! Voglio riprendere le redini della mia vita e fare quello che mi piace fare, senza farmi influenzare da voi che fingete felicità nell'andare a fare quelle cose che non volete fare così persone che vi stanno sulle palle possono vedere le vostre storie di merda su Instagram e pensare che siete belli, ricchi e fortunati come voi volete far credere loro così da non sentire il grave peso di una vita che non si sa con cosa debba essere riempita, perché l'enorme benessere portato dagli anni precedenti a quelli che abbiamo vissuto ci ha imposto di spendere anche quando non lo vogliamo fare e a basare la nostra vita sull'accumulare più dell'altro, cercando di avere sempre ragione e smettendo di ascoltare prima le persone ed infine i nostri bisogni più intimi in nome di una libertà, quella di fare serata, che a nessuno è mai interessata.
-ODDIO, SE VUOI TE LA PRESENTO, MA GUARDA CHE QUELLA MI SEMBRA UNA F*GA DI LEGNO!
Non si capisce un cazzo. Io la provo.
-Resto qui a fare chiusura fino al mattino per scopare tutte le tipe possibili.
-SÌ, CI STA ANDARE VIA ADESSO, RECUPERO GLI ALTRI, TRA CINQUE MINUTI NEL PARCHEGGIO!