Poesia

L’ultimo luogo del mondo

Sullivan Borne

Ci rivedremo, ti dissi sottovoce,
Nell’ultimo luogo del mondo:
Lì m’aspettano tra sorrisi e pose
Animali che ho seppellito a fondo,

Poeti, scrittori col gomito altissimo,
Il mio vecchio motorino Aprilia,
Amici che non andavan benissimo
E terribili souvenir e memorabilia.

C’è un sacco di calca tutt’attorno:
Sogni erotici e figuri eroici
Che ballano leggeri con trasporto
In immensi stanzoni anecoici.

Ognun sarà libero d’essere
E di domandare di tutto e a fondo,
Senza vergogna o trame da tessere
Là, nell’ultimo luogo del mondo.

Galleggeremo nei pensieri
E ci sarà solo e soltanto Amore:
Troverò persino la Giustizia
In quel posto dove non serve rubare.

Allocati saremo quasi felici,
A tratti persino sereni:
Tutte le tue piccole paure
Saranno sol scherni di ieri.

Ma mentre m’aggetto a guardare di sotto
La visione sparisce e incontro di petto
Sangue, mattoni e miagolii di gatto
Che guardano in su, nel buio profondo,
Laddove sta l’ultimo luogo del mondo.

© Sullivan Borne — Pubblicato nella Biblioteca della Società degli Scipioni.
← Torna alla Biblioteca