Poesia
Lo strazio
Chi dorme più a quest’ora,
Chi mai stanotte ha dormito!
Penso a tutte le mie cure
Che nella testa ho scolpito:
Che brutto far spesso così,
Immergersi a corpo morto
In implicazioni kitsch,
Vittima di un eterno torto.
Mi rigiro solingo nel letto
Impelagato nelle lenzuola,
Mi sento pressato e stretto
Con un perenne nodo in gola.
È tempo di solcar le strade,
Piedi nudi nelle scarpe:
C’è puzza di disperazione,
Si mastica un sapore turpe.
Le luci però ci sono,
E la notte fa meno paura:
I lampioni tutta la svestono
Del suo manto di nera tortura.
I fantasmi si quietano,
Anche se so che torneranno:
È la loro apparenza mite
A trarmi sovente in inganno.
Saluto la luna e pago il suo dazio
Con uno scherno che tradisce affanno.
Mi sento sopire e scivola il mio strazio:
Stanotte la beffa, domani un altro danno.