Poesia
Magia nera
Sento muoversi sotto pelle
L’inquietante nenia ribelle
Che ci lega e ci allontana
Io ammaliato dalla maga
Che balla il suo sabba notturno
Pregando chissà quale demiurgo
Affinché questa notte non finisca
La tua mano su di te segna la pista
Che io percorro senza sosta
Dalle tue dita sgorga adrenalina
La nostra storia uguale e opposta
Tratteggia la danza sopraffina
Si strugge sulla pelle tatuata
Il mio canto da cigno che muore
E rinasce ancora la voglia proibita
All’interno del tuo calderone
Non siamo fatti l’uno per l’altra
Viviamo di simboli e gesti
Eretici alla malvagia ribalta
Ci ricordiamo di vecchi fasti
Sepolti sotto un’atavica sabbia
Quando il mondo temeva le streghe
I nostri baci e poi la tetra alba
Ritrovarsi è dolce nelle tue pieghe