Poesia
Sovrano estinto
Stasera d’un fermo novembre
È viscerale la voglia d’uscire:
Non mi fraintendere,
Sorrido d’inerzia solerte,
La notte mi sta bene così.
Son trent’anni abbondanti
Che fo bene solo due cose:
Amare d’amore puro,
E bermi anche le scarpe.
No, non parlo di vino elegante
Aperitivo pettinato in terrazza:
Innaffio di gin anche la giacca,
C’è persino sabbia nel mio Malibu!
Parole grosse su un paio di mie ex
Di cui adesso fai parte anche tu,
Ma ne ho piene le tasche
Di stare a pensare al futuro,
Stasera sono talmente noir
Che a quella del tavolo sei
Son sembrato persino felice:
La chiamerò Sherlock tutta la sera.
Alla fine detesterò pure lei
Che chi cazzo la conosce:
Però fa già paura al me bimbo,
Tutta truccata com’è
Pare una dea, vista dal fondo
Dell’ottavo bicchiere.
Canto Cremonini male;
Niente karaoke,
Lo mugugno in trance.
Sono un pezzo di poesia
Che non galleggia più,
Un altro incastro rotto:
Abbraccio uno sconosciuto,
Alzo la voce, poi rido sguaiato.
Non mi tocca più niente.
M’hai preso quasi tutto,
Tranne l’auto distruzione:
Domani sarò un fantasma
Ma stanotte vinco sull’Amore,
sovrano estinto di qualcosa
Che forse nemmeno esiste.