Prosa
Ti amo anche da sobrio
— È difficile per me ammetterlo, e non posso negare la vergogna che sento al solo pensiero: nonostante io abbia una famiglia che mi vuol bene, degli amici fantastici e persino una ragazza al mio fianco (perlomeno finché non si renderà conto di quanto sprecata sia accanto a me) io mi sento solo.
Mi sono sentito solo in mezzo alla gente, alle feste di laurea, a quelle di compleanno, allo stadio, al parco, nelle camere da letto di ragazze che mi hanno dato tutto… Solo, abbandonato come un cane in autostrada.
Questa patologia me la porto dietro da sempre, ma il suo inasprirsi lo devo probabilmente allo scorretto uso dei social, che di questi tempi sono diventati una specie di droga: una trappola che ti fa sentire bene anche se peggiora il tuo stato simil depressivo. La vita degli altri su uno schermo è sempre incredibile, abbagliante, priva di qualsivoglia pecca: così la tua inizia a sembrare scialba, così squallida da non meritare interesse. Si arriva persino a scostare gli altri esseri umani se questi non rispecchiano quel folle standard che si vede impresso sullo smartphone, finendo ancora più soli, isolati, lontani.
Sono una persona fragile e, come tale, sono sempre stato preda di questi artifici umani atti ad intrappolarci nella rete; il mondo là fuori, così, ha iniziato a sembrarmi grigio, invivibile e soffocante. È per questo che spesso indugio nell’alcol: questo riesce a ridarmi il colore che temevo di aver perso per sempre di vista, restituendomi per brevi ma ricchi momenti quel sale che amo spruzzare sulla vita per darle un sapore intenso, che vale la pena di essere assaggiato: quando mi avvinazzo tutto è più bello, più semplice e dannatamente interessante.
Quindi, per rispondere alla tua domanda, è facile amarti quando sono così, disperso in questa felicità subitanea e carica, perciò converrai con me quanto sia fantastico svegliarsi il mattino dopo per rendersi conto che ti amo ancora come la sera prima nonostante l’effetto dell’alcol sia svanito e sia rimasto solo il mal di testa.
Con te non mi sento solo, con te sono sempre con qualcuno accanto: io non ti amo anche da ubriaco, ti amo anche da sobrio.
— E dimmi, come questo panegirico dovrebbe rispondere alla domanda «perché cazzo sei ubriaco dato che dovevi guidare tu?»
— Oltre che bella sei intelligente, sono sicuro che troverai la tua risposta nelle mie parole.
Nel frattempo vado al bar.
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