Poesia
Vertigine
Contavo i giorni e vedevo sfumare il tempo tra le mie mani.
Mi lasciavo travolgere dalla leggerezza del non pensare e
abbracciavo la sensazione di essere eterno. Tra le labbra
mormoravo quanti giorni c’erano tra l’infinito e questo cosmo.
Un conto che mi ha salutato, dicendo di chiamarsi «destino».